END of WASTE

Il termine End of Waste, tradotto significa  Cessazione della qualifica di rifiuto e si deve intendere il processo che, concretamente, permette ad un rifiuto di tornare a svolgere un ruolo utile come prodotto.

Non tutti i residui di produzione sono o restano rifiuti.
Il concetto di cessazione della qualifica di rifiuto è sicuramente in linea con l’obiettivo di prevenzione e riutilizzo nel processo di recupero che permette ad un rifiuto di tornare ad essere un prodotto.

I criteri per stabilire la cessazione di qualifica di rifiuto sono specificati a livello Comunitario, infatti l’art. 6 comma 4 della Direttiva 2008/98/CE stabilisce che:

“Se non sono stati stabiliti criteri a livello comunitario in conformità della procedura di cui ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri possono decidere, caso per caso, se un determinato rifiuto abbia cessato di essere tale tenendo conto della giurisprudenza applicabile. Essi notificano tali decisioni alla Commissione in conformità della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998 che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell’informazione , ove quest’ultima lo imponga.”

I Regolamenti Europei fino ad oggi emanati in materia di End of Waste sono i seguenti:

In Italia il Consiglio di Stato con sentenza del 28 febbraio 2018, ha stabilito che la disciplina della qualifica di Cessazione per la qualifica di rifiuto è riservata esclusivamente allo Stato e stabilisce che Enti diversi dallo Stato non possono di valutare “caso per caso” se un determinato rifiuto abbia cessato di essere tale. Rendendo irrilevante la nota n° 1045 del Ministero dell’ Ambiente, del 1° Luglio 2016 art. 184-ter, che dava ” in via residuale la possibilità a Regioni o ad Enti da questi individuati di definire criteri End of Waste.

Successivamente confermato anche dalla Sentenza 28 marzo 2019 (causa C-60/18), la Corte di Giustizia UE che si è pronunciata in merito alla cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste, EoW) ed in particolare sui criteri che la legittimano, in risposta alla richiesta di un privato dell’accertamento della cessazione dello stato di rifiuto in assenza di specifici criteri definiti a livello comunitario e statale.

Questa sentenza, conferma dunque il parere del Consiglio di Stato espresso nella Sentenza 28 febbraio 2018.

Allo stesso tempo, però, la Sentenza UE non esclude la facoltà, per gli Stati membri, di introdurre una norma che lasci spazio all’autorizzazione caso per caso fissando a monte i criteri generali per utilizzarla:

“gli Stati membri possono […] decidere caso per caso se taluni rifiuti abbiano cessato di essere rifiuti” e ancora “gli Stati membri possono prevedere la possibilità di decisioni relative a casi individuali, in particolare sulla base delle domande presentate dai detentori della sostanza o dell’oggetto qualificati come «rifiuti», ma possono anche adottare una norma o una regolamentazione tecnica relativa ai rifiuti di una determinata categoria o di un determinato tipo di rifiuti.”

Leggi nuovo aggiornamento del 4 Ottobre 2019

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