GreenItaly 2020: crescono investimenti in prodotti e tecnologie «green»

L’undicesimo rapporto Greenitaly 2020 viene realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere.

Immagine: Symbola.net

Anche quest’anno il rapporto GreenItaly conferma con i dati economici: le imprese che si impegnano nella green economy tengono meglio nei momenti di crisi (queste imprese, tuttavia, sono tra quelle che hanno reagito meglio alla pandemia covid-19), esportano meglio, innovano di più ed hanno i bilanci migliori. 

Negli ultimi 5 anni (2015-2019) sono state oltre 432mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito in prodotti e tecnologie green. In pratica quasi una su tre: il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola. Mentre nel quinquennio precedente le imprese impegnate erano state 345 mila (il 24% del totale).

Dove investono le imprese

Gli investimenti in efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili le attività più seguite dalle imprese; ma un ruolo importante hanno anche il taglio dei consumi di acqua e rifiuti, la riduzione delle sostanze inquinanti e l’aumento dell’utilizzo delle materie seconde. Tra le imprese guidate da under 35, il 47% ha fatto eco-investimenti, contro il 23% delle over 35.

 Il vantaggio competitivo delle imprese eco-investitrici si conferma in un periodo così complesso anche in termini occupazionali (assume il 9% delle green contro 7% delle altre) e di export (aumenta per il 16% contro il 12%). Questo anche perché le aziende eco-investitrici innovano di più (73% contro 46%).

Nonostante l’incertezza del quadro futuro, le imprese dimostrano di credere nella sostenibilità ambientale: quasi un quarto del totale (24%) conferma eco-investimenti per il periodo 2021-2023.

Immagine: Symbola.net

Le aziende “Green” crisi più contenuta nella pandemia

La quota di imprese manifatturiere, il cui fatturato è sceso nel 2020 di oltre il 15%, è l’8,2%, mentre è stata quasi il doppio, il 14,5 %, tra le imprese non eco investitrici. Ad Ottobre 2020 tra le imprese che hanno effettuato investimenti per la sostenibilità il 16% è riuscito ad aumentare il proprio fatturato, contro il 9% delle imprese non green.

Economia Circolare in Italia

L’Italia, inoltre, è una superpotenza nell’economia circolare, ha la più alta percentuale del riciclo sulla totalità dei rifiuti, il 79%, il doppio rispetto alla media europea. Non solo. Complessivamente, la sostituzione di materia seconda nell’economia italiana comporta un risparmio potenziale pari a 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 63 milioni di tonnellate di CO2. Si tratta di valori equivalenti al 14,6 % della domanda interna di energia e al 14,8% delle emissioni climalteranti (2018). 

Per ogni chilogrammo di risorsa consumata, l’Italia genera – a parità di potere d’acquisto (PPS) – 3,6 € di PIL, contro una media europea di 2,3 € e valori di 2,5 della Germania o di 2,9 della Francia (mentre la produttività è più elevata nel Regno Unito, 3,9 €/kg, per ragioni anche connesse alla struttura economica meno industriale). Produciamo meno rifiuti: 42,3 milioni di tonnellate per ogni milione di euro, contro il 58,9 della media dei grandi Paesi Ue (e i 59,5 della Germania).

Green Jobs: occupazione e innovazione

Nel 2018 il numero dei green jobs in Italia ha superato la soglia dei 3 milioni: 3.100.000 unità, il 13,4% del totale dell’occupazione complessiva (nel 2017 era il 13,0%). L’occupazione green nel 2018 è cresciuta rispetto al 2017 di oltre 100 mila unità, con un incremento del +3,4% rispetto al +0,5% delle altre figure professionali.

“C’è un’Italia pronta al Recovery Fund e la green economy è la migliore risposta alla crisi che stiamo attraversando – afferma il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci – infatti nel Rapporto GreenItaly si coglie una accelerazione verso il green del sistema imprenditoriale italiano. 

il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci

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Info: Symbola.net

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