Economia circolare in Italia vale 88 miliardi ed impiega circa 575mila lavoratori

Vale 88 miliardi ed impiega quasi 600mila lavoratori. Ecco quanto vale l’economia circolare in Italia è quanto emerso dalla VII edizione dell’EcoForum organizzato da LegambienteLa Nuova Ecologia e Kyoto Club, dedicato quest’anno ai mercati dell’economia circolare.

E’ stata messa a punto un’analisi sull’economia circolare e il ruolo, ritenuto “importante”, che può avere nell’attuale contesto di “crisi sanitaria e economica”.

In particolare può creare nuova occupazione fino a 1,5 milioni di posti di lavoro; portare risparmi concreti per le aziende, fino a 600 miliardi all’anno; avere impatti sul miglioramento della qualità ambientale, che pesa tra il 2 e il 4% di riduzione delle emissioni di gas serra.

Secondo Legambiente “l’economia circolare può diventare un prezioso alleato per superare la crisi sanitaria-economica che l’Italia sta attraversando e deve essere davvero uno dei pilastri del Recovery plan italiano”.

economia circolare in Italia

Cos’è l’economia circolare

La cosiddetta economia circolare punta sul ridurre, riutilizzare, riusare e riciclare per sottrarre i prodotti alle discariche ed entrare a far parte di un modello virtuoso di produzione che limita al massimo lo smaltimento.

L’Italia vanta la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti

Stando ai dati diffusa dalla Fondazione Symbol l’Italia vanta infatti la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti il 79%. Superiore rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei: la Francia al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43% e la Spagna al 37%. Non soltanto però.

g.p.p

Green Public Procurement (G.P.P)

L’Italia può contare su un importante strumento, quello del Green Public Procurement (GPP). Circa 170 miliardi di euro di spesa pubblica possono essere orientati verso la sostenibilità. Oggi il Green Deal europeo vede nel GPP uno strumento indispensabile, e l’Italia è il primo paese in Europa che ha introdotto dal 2016 l’obbligatorietà dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) in tutte le gare d’appalto.

Produzione Rifiuti

Siamo primi tra i grandi Paesi Ue anche per riduzione dei rifiuti: 43,2 tonnellate per milione di euro prodotto: la Spagna ne produce 54,7, la Gran Bretagna 63,7, la Germania 67,4, la Francia 77,4 (media Ue 89,1).

Inoltre per ogni chilogrammo di risorsa consumata il nostro Paese genera, a parità di potere d’acquisto, 3,5 euro di PIL, poco meno della Gran Bretagna (3,7, che ha però un’economia trainata dalla finanza), meglio della media Ue (2,2) e di Spagna (3,1), Francia (2,7) e Germania (2,3).

La sostituzione di materia seconda nell’economia italiana comporta un risparmio annuale pari a 21 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 58 milioni di tonnellate di CO2.

Economia Circolare in Italia

Secondo  i numeri, del rapporto della Fondazione Symbola: gli italiani che lavorano nel green sono 3,1 milioni, 432mila imprese che negli ultimi 5 anni hanno investito sull’economia verde, crescita di occupazione green del 3,4% dal 2017 al 2018.

Secondo i numeri contenuti in un’indagine di LinkedIn, l’Italia è uno dei paesi migliori per una carriera nell’ambito dei ‘green job’, con Milano al 7° posto a livello mondiale per la concentrazione di professionisti della sostenibilità.

Economia circolare in Europa

L’Europa ha registrato un aumento del 13% del numero di professionisti della sostenibilità durante l’ultimo anno, con una crescita del 7,5%,  maggiore rispetto alla media globale. Anche la domanda di lavori legati alla sostenibilità è cresciuta del 49% dei posti di lavoro disponibili su LinkedIn per ruoli legati alla sostenibilità in Europa.

End of Waste in Italia

 Il mese scorso il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha firmato il regolamento sull’end of waste di carta e cartone, che va ad aggiungersi agli altri due già approvati (pannolini e PFU). Ma ne mancano ancora molti altri, relativi ad esempio agli oli alimentari esausti e ai residui da acciaieria.

Sondaggio Ipsos “L’Economia circolare in Italia”

A cura di Conou, Legambiente ed Editoriale Nuova Ecologia dal sondaggio emerge  che il 76% degli intervistati conosce il concetto di sostenibilità e il 40% i principi alla base dell’economia circolare. Per il 72% degli intervistati il Recovery Fund è importante per un rilancio green dell’economia all’insegna della circolarità, della sostenibilità e della lotta alla crisi climatica.

Per quanto riguarda il ruolo giocato dall’Europa nell’indirizzare l’Italia verso uno sviluppo sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che sociale, il 61% dei cittadini intervistati ne riconosce un ruolo importante; mentre il Green Deal europeo è ancora poco conosciuto visto che solo il 42% ne ha un’opinione positiva. 

Per favorire la diffusione dell’economia circolare, l’83% degli intervistati è disposto ad adottare un comportamento a favore di questa economia. Il principale contributo che i cittadini sono disposti a fornire riguarda un maggior impegno nello smaltimento dei propri rifiuti (disposti a farlo il 41% degli intervistati), ad accettare prodotti meno belli esteticamente ma non rinunciando alla loro efficacia e performance. Meno di 2 italiani su 10 sono disposti ad accettare prezzi più elevati.

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