Pneumatici fuori uso: cos’è il sistema di gestione PFU

La gestione degli pneumatici fuori uso deve essere orientata al recupero di questa tipologia di rifiuti, nel rispetto dei principi fondamentali delle Direttive dell’Unione Europea.

Ai PFU viene applicato il principio europeo della responsabilità estesa del produttore del prodotto: le imprese che fabbricano, che importano o commercializzano con il proprio marchio pneumatici devono organizzare e finanziare la raccolta differenziata e l’avvio al recupero dei rifiuti derivanti dall’ uso di questi prodotti. 

Gli pneumatici a fine vita possono essere preparati per il riutilizzo oppure riciclati e devono essere avviati allo smaltimento solo se il recupero è impossibile.

CHI SONO I PRODUTTORI DI PFU:

  • Le officine meccaniche (gommisti) dove l’automobilista compra le gomme nuove per la propria auto e abbandona le vecchie.
  • I demolitori di veicoli che ricevono l’automobile da demolire corredata dei suoi pneumatici.

Il D.M. n. 82 del 2011 impone ai produttori e agli importatori degli pneumatici da ricambio di provvedere, direttamente o per mezzo di operatori autorizzati o anche tramite società consortili con scopo mutualistico, alla raccolta e alla gestione annuale di un quantità di PFU almeno pari a quella degli pneumatici che hanno immesso nel mercato nazionale del ricambio nell’anno solare precedente e di finanziare queste attività tramite la riscossione del c.d. “contributo ambientale”, posto a carico degli utenti finali all’atto dell’acquisto degli pneumatici nuovi e chiaramente e distintamente indicato sulla fattura.

Nel caso dei demolitori di veicoli, il “contributo” viene, riscosso dai rivenditori di veicoli all’atto della vendita e da questi ultimi versato in un fondo appositamente costituito presso l’Automobile Club Italia (ACI).

Il Sistema di Gestione copre l’intero ciclo di vita degli pneumatici, dall’entrata in commercio al definitivo recupero di materie prime seconde.

Grazie al Sistema per ogni pneumatico immesso sul mercato su un veicolo nuovo si ha la garanzia che un PFU viene avviato al riuso o al recupero di materia. 

Le norme nazionali che disciplinano la gestione orientata al recupero dei rifiuti costituiti da pneumatici fuori uso sono costituite dall’articolo 228 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che definisce i principi generali, e dal decreto ministeriale 11 aprile 2011, n. 82, che regolamenta nel dettaglio la gestione degli pneumatici fuori uso (PFU).

Il codice europeo dei rifiuti (CER) stabilisce che i PFU sono rifiuti non pericolosi, come risulta dall’allegato D alla Parte IV del Dlgs 152/2006 (Codice Ambientale).

I TIPI DI PNEUMATICI ESCLUSI:

Il decreto ministeriale 82/2011, all’articolo 1, precisa però che: «Sono esclusi dagli obblighi previsti dal presente decreto:

a) gli pneumatici per bicicletta;

b) le camere d’aria, i relativi protettori (flap) e le guarnizioni in gomma;

c) gli pneumatici per aeroplani e aeromobili in genere».

Se provengono dalla manutenzione della bicicletta effettuata da ogni privato cittadino, gli pneumatici sono classificati come rifiuti urbani e quindi vanno portati al centro comunale di raccolta, mentre se sono originati da un’attività svolta da un’impresa, da un ente o da un’associazione sono classificati come rifiuti speciali non pericolosi.

End of Waste e pneumatici fuori uso

Il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole definitivo (affare 02048/2018) sullo schema di regolamento proposto dal Ministero dell’Ambiente che definisce la “cessazione della qualifica di rifiuto” per la gomma vulcanizzata granulare (Gvg) derivante da pneumatici fuori uso (Pfu) ai sensi dell’art. 184-ter del D.L.vo n. 152/2006.

AGGIORNAMENTO: 07/04/2020 END OF WASTE: Firmato il Decreto per la gomma riciclata dai Pneumatici Fuori Uso

Unisciti a 364 altri iscritti

Commenta il tuo parere per economia-circolare è importante... GRAZIE

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: