Greenitaly 2019: aumentano investimenti e posti di lavoro nella green Economy

Come evidenziato dal rapporto Greenitaly di Fondazione Symbola presentato a Roma il 28 Ottobre.

L’Italia ha le carte in regola per diventare uno dei leader della rivoluzione sostenibile dell’economia.

Questa accelerazione sul fronte della sostenibilità evidenzia che l’impegno in questo campo da parte dell’industria italiana non è più casuale o sperimentale, ma è diventato un elemento strategico dello sviluppo e del business.

I numeri dicono che sono oltre 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che negli ultimi anni 5 anni (2015-2018) hanno investito , o prevedono di farlo entro la fine del 2019, in prodotti e tecnologie green. 

In pratica quasi una su tre: il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola (nel quinquennio precedente erano state 345 mila, il 24%). 

Solo quest’anno, anche sulla spinta dei primi segni tangibili di ripresa, quasi 300 mila aziende hanno investito, o intendono farlo entro dicembre, sulla sostenibilità e l’efficienza (il dato più alto registrato da quando Symbola e UNIONCAMERE hanno iniziato a misurare gli investimenti per la sostenibilità).

Il 51% delle eco-investitrici ha segnalato un aumento dell’export nel 2018, contro il più ridotto 38% di quelle che non hanno investito. 

Sospinto da export e innovazione, il fatturato trae in complesso benefici: il 26% delle imprese investitrici si attende un aumento di fatturato per il 2019, contro un 18% delle altre.

Nel 2018 il numero dei green jobs in Italia ha superato la soglia dei 3 milioni: 3.100.000 unità, il 13,4% del totale dell’occupazione complessiva (nel 2017 era il 13,0%). L’occupazione green nel 2018 è cresciuta rispetto al 2017 di oltre 100 mila unità, con un incremento del +3,4% rispetto al +0,5% delle altre figure professionali.

Le imprese guidate da giovani under 30 sono in prima linea negli investimenti green: ben il 47% ha fatto eco-investimenti, contro il 23% delle over 35.

Rispetto ai rifiuti l’Italia è il paese europeo con la più alta percentuale di riciclo, con il 79% dei rifiuti totali avviati a riciclo, il doppio rispetto alla media europea (38%) e superiore rispetto a tutti gli altri grandi paesi europei.

La sostituzione di materia seconda nell’economia italiana che deriva da questo riciclo comporta un risparmio potenziale di 21 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 58 milioni di tonnellate di CO₂: pari rispettivamente al 12,5 % della domanda interna di energia e al 14,6% delle emissioni.

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L’Italia in questi anni è diventata quarto produttore mondiale di biogas dopo Germania, Usa e Cina ed è il settimo paese al mondo per valore degli investimenti nelle ENERGIE RINNOVABILI nell’ultimo decennio (dopo Cina, Usa, Giappone, Germania, Gran Breatgna e India).

L’attenzione delle imprese italiane per l’ambiente è evidente anche nella crescita dei brevetti green. Complessivamente sono 3.500 negli ultimi 5 anni,  il 10% dei brevetti europei.

Siamo anche il terzo Paese al mondo, dopo Cina e Giappone per numero di certificazioni ISO 14001 (la norma internazionale che definisce come un’impresa può sviluppare un efficace sistema di gestione ambientale).

La visione e la tenacia delle imprese Italiane, spesso non sostenute da adeguate e tempestive decisioni della politica, ha permesso loro di prendere la leadership del settore e capire che al crescere degli investimenti green, aumentano anche il fatturato e gli occupati delle imprese. 

Per scaricare la versione completa qui

Fonte: Symbola.net

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