Dossier Rifiuti 2019 di “Cittadinanza Attiva”: Catania la più costosa e Potenza la più economica

Secondo il Dossier “Rifiuti Urbani – Indagine annuale si costi, qualità e tutele” reso noto oggi dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, in media la tassa annuale sui rifiuti che pagano gli italiani è di 300 euro, ma con differenze territoriali molto marcate.

L’indagine dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia – realizzata nell’ambito del progetto “Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino”, finanziato dal ministero dello sviluppo economico (DM 7 febbraio 2018) – prende come riferimento nel 2019 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.

Dall’ esame delle tariffe dei 112 capoluoghi di provincia, emergono variazioni in aumento in circa la metà, 51 capoluoghi; tariffe stabili in 27 capoluoghi e in diminuzione in 34. A Matera l’incremento più elevato (+19,1%), a Trapani la diminuzione più consistente (-16,8%).

PREZZI REGIONI
Analizzando le aree geografiche, «i rifiuti costano meno al Nord (in media 258 euro), segue il Centro (299 euro), infine il Sud, più costoso (351 euro)».

La regione più economica è il Trentino Alto Adige, con 190€, la più costosa la Campania con 421€.

Il 68,2% delle famiglie italiane ritiene di pagare troppo per la raccolta dei rifiuti, con un’altissima percentuale dell’83,4% di insoddisfatti in Sicilia, seguita da Umbria (80,2%), Puglia (79,1%), Campania (78,4%).

PREZZI CITTA’

Catania il capoluogo di provincia più costoso (504€ e un aumento del 15,9% rispetto al 2018), Potenza il più economico (121€ e un decremento del 13,7% rispetto al 2018).

Le dieci città più costose, con una spesa annua che supera i 400 euro, sono tutte collocate al Sud e ben 5 sono siciliane: Catania, Cagliari, Trapani, Benevento, Salerno, Napoli, Reggio Calabria, Siracusa, Agrigento, Messina. 

Nella top ten di capoluoghi di provincia più economici ci sono solo tre città meridionali: Potenza (prima), Vibo Valentia (quinta) e Isernia (sesta). Le altre sono tutte del nord: Udine, Belluno, Pordenone, Bolzano, Brescia, Verona, Trento e Cremona

RACCOLTA DIFFERENZIATA

Secondo il rapporto Rifiuti urbani 2018 di ISPRA, gli italiani nel 2017 hanno prodotto meno rifiuti (29,6 milioni di tonnellate, -1,7% rispetto al 2016).

Il nord produce la maggioranza dei rifiuti urbani in Italia il (47%) seguito dal sud con il 31% e infine dal centro (22%).

La media nazionale di raccolta differenziata ha raggiunto il 55,5% (+3 punti rispetto al 2016) mentre il 23% finisce in discarica.

A livello di aree geografiche anche in questo caso il Nord si posiziona al primo posto (66,2%) seguito da Centro (51,8%) e Sud (41,9%). Percentuali più elevate di raccolta differenziata in Veneto (73,6%), Trentino Alto Adige (72%), Lombardia (69,6%), Friuli Venezia Giulia (65,5%); le più basse in Sicilia (appena il 21,7%, Molise (30,7%), Calabria (39,7%).

“In tema di smaltimento dei rifiuti continuano a registrarsi in molte aree del Paese ritardi ed inefficienze e la transizione verso un’economia circolare, prevista dalla strategia 2020, sembra essere ancora lontana”, dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. “Continuiamo a registrare una modalità di calcolo dei costi che non tiene conto dei rifiuti realmente prodotti e quindi non incentiva il cittadino a cambiare i propri comportamenti perdendo così un’occasione per costruire percorsi innovativi basati sul coinvolgimento di cittadini, aziende ed istituzioni in un circuito virtuoso.

Fonte: Info e Report completo cittadinanzattiva.it

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