GREEN PUBLIC PROCUREMENT IN ITALIA: I DATI DEL FORUM COMPRAVERDE BUYGREEN 2019

Al Forum Compraverde 2019, presentati i dati del primo Rapporto su “I numeri del Green Public Procurement in Italia”.

Le cifre degli acquisti verdi negli uffici pubblici non sono alte, ma sta crescendo lentamente nonostante il Green Public Procurement (Gpp)  in Italia sia obbligatorio dal 2016 .

I Comuni che, complessivamente, hanno risposto al questionario sui Comuni Ricicloni 2019 sono stati 1.806. Tra questi 734 (il 40,6%) hanno risposto anche alla parte relativa ai Criteri Ambientali Minimi (CAM).

 I risultati evidenziano come la principale difficoltà applicativa risieda nella carenza di formazione del personale, con percentuale comprese tra il 49 e il 55% .

 Lo stato di attuazione dei Criteri Ambientali Minimi nei prodotti elettronici è invece significativamente più basso, anche rispetto a quello dei Comuni Capoluogo. (24,4). Gli arredi si attestano al 10,6%.

La situazione dell’edilizia è ancora più deficitaria. Al Nord e al Sud dichiarano di non applicare mai i Criteri Ambientali Minimi rispettivamente il 61,4% e il 50,9% delle amministrazioni comunali. Una difficoltà che sembra essere generalizzata nelle diverse aree geografiche del Paese, con poche eccezioni.

Il secondo focus curato dall’Osservatorio Appalti Verdi è quello relativo ai Comuni capoluogo. Sono 106 i comuni interpellati, di cui solo 88 hanno fornito risposte. Anche in questo caso il primo dato ad emergere è che negli ultimi tre anni solo il 35,2% dei comuni ha formato i dipendenti sul GPP.

Analizzando le performance dei cosiddetti “comuni ricicloni”, individuati da Legambiente tra le amministrazioni più impegnate nella raccolta differenziata, l’unica città che dichiara di applicare sempre i Cam è Bergamo, mentre le città che hanno una percentuale di applicazione tra il 80 e l’99% sono Ancona, Ferrara, Modena, Treviso, Udine e Vicenza. Il problema è che questi comuni rappresentano solo l’8% dei comuni capoluogo. Chi invece mostra ancora ritardi e difficoltà sono Enna e Crotone, che non hanno mai applicato nessuno dei 15 Cam monitorati nel 2018.

GREEN PUBLIC PROCUREMENT

I criteri minimi maggiormente utilizzati sono quelli relativi all’uso della carta (72,7%), agli strumenti quali uso delle stampanti e toner (58%), nei servizi di pulizia (52,3%).

Le percentuali si abbassano notevolmente quando si esamina il tasso di attuazione del CAM sugli arredi per interni (39,8%), sulla ristorazione collettiva (37,5%), sull’illuminazione pubblica (34,1%). Edilizia (19,3%), gestione dei rifiuti (19,3%) e arredo urbano (18,2%) sono i contesti fanalino di coda che chiudono la classifica.

Anche nella scelta dei cibi per le mense pubbliche, si tentenna, con l’acquisto di prodotti biologici, locali, freschi e stagionali in meno di un caso su tre.

Quest’anno l’Osservatorio Appalti Verdi ha spinto la sua indagine anche a tutti gli enti parco nazionali e alcuni regionali, locali e aree marine protette. Il campione ha riguardato 52 Enti sul territorio nazionale, dal quale è emerso che solo 14 Enti superano il 50% di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi. Cinque, invece, gli Enti parco che superano il 70% di applicazione. 

Il CAM più applicato è quello sulla carta (42,3%), 34,6% sugli apparecchi elettrici ed elettronici, 23,1 per gli arredi per interni, essenzialmente mobili per uffici. Migliore la situazione nel caso della cancelleria, per la quale la percentuale di applicazione dei criteri si attesta al 40,4%. L’edilizia si presenta ancora come il settore più complesso, con una percentuale del 26,4.

Considerando che ogni anno il pubblico spende tra i 150 e i 170 miliardi di euro nell’acquisto di beni e servizi il GPP dovrebbe essere il volano verso una vera transizione ecologica.

Come dice anche Silvano Falocco, direttore della Fondazione Ecosistemi «Le pubbliche amministrazioni possono e devono fare la differenza, perché le aziende stanno dimostrando di essere pronte ed aver capito che il piano ambientale non è un limite, ma una opportunità»

Informazioni C.A.M

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