FUNGHI DA SCARTI CAFFè

Funghi Espresso è una startup innovativa che produce funghi freschi in modo sostenibile e naturale, utilizzando come sostanza in crescita i fondi di caffè (scarti di caffè) dei bar e dei ristoranti locali. 

Il fondo del caffè è un substrato perfetto per i funghi in crescita, perché contiene minerali e sostanze nutritive utili per la loro crescita: ciò che appare come una lacuna può effettivamente diventare una risorsa! Questa idea ha Mushrooms Espresso, una start up agricola ispirata alle teorie della Blue Economy, in cui i rifiuti di un ciclo produttivo non diventano rifiuti, ma generano nuova energia, nuove ricchezze e nuovi posti di lavoro.


Oltre alla produzione di funghi freschi, Funghi Espresso è specializzato anche nella produzione di substrati pronti per la coltivazione di funghi (kit). 


Funghi Espresso organizza anche corsi di formazione e addestramento per le scuole e formazione sul lavoro per replicare il modello.

NESSUN RIFIUTO MA GUSTO.. FUNGHI DA SCARTI CAFFè

Viene usato il fondo di caffè come substrato di coltivazione, unendolo al “seme” del fungo. Tutto in modo completamente naturale, senza l’uso di prodotti chimici. I funghi sono coltivati in verticale, su supporti sospesi, riducendo l’uso del suolo: rispetto alle coltivazioni tradizionali, utilizzano la metà dello spazio per coltivare la stessa quantità di funghi. Il fondo di caffè non ha bisogno di essere pastorizzato, con un notevole risparmio di energia. E dopo l’uso torna al suolo come compost!

Coltivati verticalmente

Come nasce:

Il percorso che ha portato alla creazione di Funghi Espresso inizia nel marzo 2013, quando Rossano Ercolini, coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori e vincitore Premio Goldman Prize 2013, apre il caso studio sul riutilizzo del fondo di caffè in agricoltura, presentato all’interno dello showroom “Il gusto di un caffè sostenibile”. Dal caso studio, il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, con la collaborazione di Antonio Di Giovanni (membro del team operativo), realizza il progetto pilota di educazione ambientale “Dal caffè alle proteine”, che ha visto la partecipazione di circa 200 alunni dell’Istituto comprensivo Ilio Micheloni alla coltivazione di funghi (Pleurotus Ostreatus) utilizzando come substrato proprio il fondo di caffè. In seguito a questa sperimentazione, l’incontro tra Antonio Di Giovanni (agronomo), Tomohiro Sato (imprenditore giapponese) e Vincenzo Sangiovanni (architetto), ha dato vita all’avventura di Funghi Espresso!

Economia circolare ciclo chiuso da fondo di caffè a humus:

il ciclo inizia dal fondo di caffè, che viene raccolto dai bar del territorio di Firenze. Il fondo di caffè viene utilizzato insieme al silver skin (scarto di torrefazione) per realizzare un substrato ideale per la coltivazione di funghi della specie Pleurotus. Una volta coltivati i funghi il substrato esausto viene rigenerato attraverso il vermi-compostaggio per la produzione di humus di lombrico e lombrichi. L’humus viene riutilizzato come ammendante organico per l’orto sinergico e i lombrichi integrano l’alimentazione dei pesci. Grazie agli scarti organici dei pesci l’acqua può essere utilizzata per la coltivazione di ortaggi naturali con il metodo idroponico.
Grazie al modello Funghi Espresso possiamo generare: funghi, humus di lombrico, lombrichi, piante e pesci.

NON ESISTONO SCARTI, MA RISORSE

Splendido esempio di economia circolare, funghi da scarti caffè

per info visitate il sito https://www.funghiespresso.com/

WWW.ECONOMIA-CIRCOLARE.INFO

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