L’economia circolare fa bene al portafoglio

La conferma arriva dall ’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva. Nel 2018 la famiglia tipo, composta da 3 persone e con una casa di proprietà di 100 metri quadri, paga mediamente 302 euro di TARI. Con differenze abissali tra nord e sud. Dalla città più economica, Belluno,con 153 euro/anno per famiglia (seguita da Udine €160 ) ai 571 euro della città di Trapani,in assoluto la più cara d’Italia.

Le dieci città più costose – con una spesa annua che supera i 400 euro – sono tutte collocate nel Sud Italia; le uniche città del Sud che compaiono nella top-ten delle città con la spesa annuale più contenuta sono Vibo Valentia e Isernia.


Tariffa rifiuti, le città più care e le più economiche. FONTE: Cittadinanzattiva

REGIONI

E se la regione più economica è il Trentino Alto Adige con una tariffa media di 188 euro, in diminuzione del 4,5% rispetto al 2017, secondo i dati di Cittadinanzattiva, la Campania si riconferma la regione più costosa con 422 euro di media. Tra le regioni più care risultano la Liguria (219,53 euro/ab), il Lazio(214,39 euro/ab), la Toscana (212,50 euro/ab), l’Umbria (186,64 euro/ab) e la Campania (185,16 euro/ab). Il meno caro resta il Friuli Venezia Giulia con (115,41 euro/ab).

In Friuli Venezia Giulia, nelle zone  a tariffazione puntuale scende a 75,33 euro/abitante per anno, sul quale incide notevolmente il risparmio di 15,65 euro/abitante per anno, generato dai ricavi per la vendita di materiali. Segno che l’ECONOMIA CIRCOLARE comincia ad attuarsi per davvero, facendo rimanere qualche euro in più nelle tasche dei cittadini.


Tariffa rifiuti TARI, quanto si paga nelle varie regioni. FONTE: Cittadinanzattiva

I rifiuti, se ben differenziati e usati come risorse, garantirebbero la copertura dei costi di gestione della raccolta differenziata e dei servizi urbani relativi, sostenuta dai comuni, ripagata attraverso il conferimento dei materiali nelle piattaforme dei consorzi di riciclo.

SISTEMA A TARRIFAZIONE PUNTUALE

Nei comuni dove viene applicato il sistema a tariffazione puntuale, dove si ricicla di più e si producono meno rifiuti, i cittadini pagano meno. La media di spesa nel 2017, rispetto al campione esaminato relativo a 341 comuni che applicano volontariamente la tariffazione puntuale, è stata di 171,39 euro/abitante.. La città di Trento ne è un esempio  dove il costo pro capite per lo smaltimento dei rifiuti, con il 78,9% di riciclo, è di soli 152 euro per abitante il (circa il 30% in meno della media nazionale)contro un costo totale medio pro-capite annuo pari a 218,31 euro per abitante.

Le migliori percentuali di raccolta differenziata in Italia si registrano in Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia e Friuli Venezia Giulia; dalla parte opposta della classifica si collocano le regioni meridionali come Sicilia, Molise, Calabria e Basilicata.
Buone, inoltre, le prospettive di crescita e incremento della raccolta differenziata, che ha superato il 50% nel Nord (64,2%), seguita dal Centro (48,6%) e dal Sud (37,6%). Non mancano, tuttavia, casi di aumento del conferimento in discarica in alcune regioni, come ad esempio l’Abruzzo con il 12% in più rispetto al 2015.

La dimostrazione che la strada intrapresa è quella giusta e dove aumenta una corretta e puntuale raccolta differenziata i cittadini incominciano a vederne un ritorno. E’ quello che chiedono, secondo una indagine Istat, per migliorare in termini quantitativi e qualitativi la partecipazione alla raccolta differenziata, le famiglie che vorrebbero maggiori informazioni su come separare i rifiuticentri di riciclo e compostaggio più efficienti e aver diritto ad agevolazion ifiscali o tariffarie, peraltro già esistenti in alcune aree del Paese.

 FONTE: Cittadinanzattiva

economia-circolare.info

Commenta il tuo parere per economia-circolare è importante... GRAZIE

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: