Torino incoraggia l’inclusione sociale con progetti che riducono lo spreco alimentare e aumentano il riciclaggio

Il progetto biologico di Porta Palazzo ha tre obiettivi principali. Il primo consiste nel ridurre lo spreco alimentare attraverso la raccolta e la distribuzione di alimenti invenduti nel più grande mercato all’aperto europeo e, nel processo, assicurare che chi è nel bisogno possa accedere a cibi di qualità in modo dignitoso. In secondo luogo, il progetto cerca di aumentare la quantità di materiali che saranno riutilizzati o riciclati, riducendo così la quantità di materiale incenerito. Infine, il progetto promuove anche l’agenda di inclusione sociale della città fornendo un modo significativo per i richiedenti asilo volontari di impegnarsi nella loro comunità attraverso la raccolta di cibi invenduti.

Sviluppato con l’aiuto di un partner privato, Novamont SpA, Torino ha implementato un sistema innovativo per favorire la corretta separazione degli sprechi alimentari. Il sistema consiste nella distribuzione di carrelli speciali, progettati per raccogliere rifiuti alimentari e muoversi facilmente negli spazi angusti dei mercati all’aperto. I carrelli consentono ai venditori di fissare facilmente e rapidamente le buste biodegradabili ai carrelli e di riempirle man mano che vendono i loro prodotti. Possono quindi portare i carrelli nell’apposito centro di raccolta per classificare correttamente i rifiuti organici da altri rifiuti riciclabili e non riciclabili. I rifiuti organici vengono inviati agli impianti di compostaggio, reintegrando il materiale organico nel ciclo del suolo.

Inoltre, Torino dalle parti di una ONG ambientalista, Eco dalle Città, si è impegnata a coinvolgere un gruppo di volontari, tra cui numerosi richiedenti asilo, per la raccolta di cibo invenduto. Nel corso di ogni giornata, i volontari raccolgono alimenti ritenuti invendibili e, poco dopo la chiusura del mercato, aprono una bancarella separata per rendere questo cibo disponibile in modo dignitoso a chiunque cerchi assistenza alimentare.

Le sfide

Il progetto richiede un impegno politico significativo e il coordinamento di più dipartimenti della città, la polizia locale, un partner finanziario e tecnico privato, un’organizzazione locale per l’ambiente, un’organizzazione locale della comunità, la società di gestione dei rifiuti locale e rappresentanti dei venditori.

Il successo del progetto dipende dal supporto dei venditori stessi. Tuttavia, il mercato è stato storicamente difficile da gestire per diversi motivi. Le dimensioni del mercato, la configurazione impegnativa di oltre 900 spazi di vendita, una forza lavoro estremamente multietnica e multilingue e la presenza di economie informali sono stati tutti fattori che il progetto ha dovuto superare.

In effetti, la sensibilizzazione sugli obiettivi del progetto in un ambiente così complesso è stata una delle principali sfide. Per questo motivo, Torino ha arruolato un’organizzazione locale per l’ambiente per aiutare il comune a distribuire i carrelli e le buste biodegradabili ai venditori e spiegare come ordinare correttamente i rifiuti alimentari. Ai mediatori interculturali è stato inoltre richiesto di aumentare la consapevolezza riguardo agli sprechi alimentari e di disinnescare le possibili tensioni attorno alla distribuzione, gratuita, di alimenti invenduti.

Risultati principali:

I risultati parlano da soli: da un iniziale punto di partenza di circa il 45% del totale dei rifiuti nel mercato è stato smistato e riciclato correttamente, la quantità di rifiuti alimentari correttamente selezionati ha raggiunto quasi il 77%. Allo stesso tempo, i rifiuti organici che vengono smistati e recuperati sono aumentati significativamente da circa l’8% del totale a quasi il 33%.

Il progetto ora recupera quasi 400 kg di prodotti invenduti ogni giorno per la ridistribuzione presso il mercato stesso o attraverso strutture della comunità vicine, estendendo così ulteriormente la sua portata.

Oltre all’impatto significativo che il progetto sta avendo sulla promozione di un’economia più circolare, ci sono anche numerosi benefici sociali emergenti. I volontari impegnati dall’ONG ambientalista, i richiedenti asilo dell’Africa sub-sahariana e del nord Africa, sono diventati estremamente affezionati al progetto. Per molti dei volontari, rappresenta un’opportunità per impegnarsi con la comunità locale, per fornire tempo ed energie a un progetto con benefici sociali diretti ad altri membri della comunità e sviluppare capacità di leadership. La città, insieme all’ONG, sta ora esplorando modi per documentare l’esperienza del volontariato per consentire ai volontari di dimostrare le loro esperienze di coinvolgimento della comunità. Il progetto può anche rappresentare un primo passo nel percorso verso l’integrazione sociale, culturale ed economica per alcuni.

Lezioni

Il progetto biologico di Porta Palazzo ha dimostrato che:

■ Le condizioni istituzionali per progetti di economia circolare complessi, multisettoriali e multistake richiedono una forte volontà politica e capitali per motivare e coordinare i vari partner del progetto nel lungo periodo, compresi i diversi settori dell’amministrazione locale.

■ Le iniziative di economia circolare richiedono di pensare fuori dagli schemi per allineare interessi e partner distinti per soluzioni a più vincoli.

■ I prerequisiti sociali per il successo del coinvolgimento dei volontari e il coinvolgimento degli attori locali includono forti relazioni comunitarie per garantire la collaborazione e il coinvolgimento dei partecipanti al progetto.

■ La perseveranza da parte sia della pubblica amministrazione che dei partner del progetto è fondamentale per superare lo scetticismo.

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