Non riusciamo a riciclare la carta per colpa della plastica

Nei cassonetti della differenziata anche metalli, legno e carta sporca: così il riciclo non funziona.

C’è, troppo spesso, un intruso nei cassonetti della differenziata di carta e cartone. Ed è la plastica. Un ospite indesiderato che ci impedisce di arrivare all’obiettivo rifiuti zero, nonostante la buona performance dell’Italia, che ricicla l’85 per cento dei rifiuti di carta e cartone che produce. L’allarme è stato lanciato da Assocarta.

In realtà, la plastica è solo uno degli elementi che affolla in maniera impropria in cassonetti della carta: ci sono anche metallilegnosabbiacarta sporca e inutilizzabile. Cattive abitudini dei cittadini, che non fanno attenzione a cosa inseriscono nei contenitori, o che spesso non sono nelle condizioni di farlo, visto che sono alle prese con imballaggi multimateriale che sembrano di cartone ma contengono tante altre componenti poco visibili. Ma è anche qualcosa che ha a che fare con l’efficienza delle società di raccolta, che devono ripulire la spazzatura. Risultato? Un problema in termini ambientali ma anche economici, visto che questi intrusi sono un costo e un problema per le aziende del riciclo della carta, che devono smaltirli a parte.

“In Italia si fa tanto riciclo, ma abbiamo il problema degli scarti – spiega all’Ansa Massimo Medugno, direttore di Assocarta, l’associazione delle imprese del settore – Invece del 5% massimo, si arriva al 15%, come a Roma. Questi scarti facciamo fatica a piazzarli: le discariche chiudono, inceneritori non ce ne sono. Non sappiamo dove metterli”.

“Ci vuole una maggiore educazione da parte dei cittadini – aggiunge Michele Bianchi, amministratore delegato della Reno De Medici, uno dei maggiori gruppi italiani del settore -. Ma anche le società che fanno la raccolta cittadina, poi non lavorano il rifiuto. Dovrebbero togliere gli altri rifiuti dalla carta, invece la imballano e ce la mandano come la raccolgono. Il materiale plastico di risulta non riusciamo ad utilizzarlo. L’1 – 1,5% va agli inceneritori, il resto in discarica”.

La carta, tra l’altro, è un perfetto esempio di economia circolare. La materia prima, che arriva dalla raccolta differenziata cittadina e dagli scarti di cartiere e cartotecniche, può essere riciclata fino a sette volte, prima che le fibre di cellulosa si deteriorino troppo.

In Italia ogni anno si riciclano 5 milioni di tonnellate di carta e il 60% della carta prodotta nel Paese è riciclata. Numeri dunque positivi per un settore, quello cartario, che ha un fatturato di 7,4 miliardi di euro, con 19.500 addetti e 150 stabilimenti. L’Italia è il quarto Paese in Europa nel settore, dopo Germania, Svezia e Finlandia.

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